Sigaretta Elettronica - News

Perchè nasce la Sigaretta Elettronica

Quando parliamo di sigaretta elettronica la prima domanda che ci viene in mente è il perché della sua invenzione e se veramente può sostituire la sigaretta tradizionale. D’altronde, per capire ed apprezzare la sigaretta elettronica ed i suoi effetti, non si può non confrontarla con il fumo di tabacco. Prima però di addentrarci in eventuali differenze è opportuno conoscere bene le caratteristiche di questo nuovo prodotto, come è composto e quali sono i suoi possibili benefici.

La sigaretta elettronica è un dispositivo che serve ad inalare vapore, normalmente aromatizzato, e può contenere una quantità variabile di nicotina, a scelta del fumatore o vaper. La nicotina viene racchiusa in apposite cartucce insieme ad una miscela di acqua, glicerolo, glicole propilenico ed altre sostanze. Attraverso l’atomizzatore (sistema elettronico di vaporizzazione) e per effetto del calore, la miscela di liquidi inseriti passa dallo stato liquido allo stato di vapore e raggiunge l’apparato respiratorio senza che ci sia combustione. Tale pratica di nebulizzazione è stata coniata con il termine svapare per distinguere quella del “fumare” tabacco. Oggi esistono parecchi dispositivi in commercio, con forme o potenze diverse, ma tutti hanno in comune tre elementi fondamentali che sono l’inalatore (cartuccia) che contiene la miscela di liquido da nebulizzare, l’atomizzatore che fa evaporare il liquido e la box contenente la batteria che serve ad alimentare l’atomizzatore.

In Italia ci sono circa 12 milioni di fumatori di tabacco mentre gli appassionati di sigarette elettroniche sono quasi 1,3 milioni. Numero, quest’ultimo destinato a crescere sempre di più se si pensa alle sue origine abbastanza recenti. La prima e-cig fu infatti realizzata nel 2003 dal farmacista cinese Hon Lik e poi se ne diffuse l’uso in tutta Europa dal 2006 in poi. La sigaretta elettronica nasce come un possibile sostituto del tabacco tradizionale che, come si sa, assai dannoso per l’alta concentrazione di nicotina e di catrame. Scatta quindi la voglia di immettere sul mercato un prodotto nuovo che ricordi la “normale” sigaretta, per la gestualità, per il fumo e per la nicotina, ma con l’esigenza che sia meno nocivo alla nostra salute. L’uso e l’entusiasmo verso questa “sigaretta che non brucia” fa esplodere una serie di polemiche e approfondimenti sia sulle normative da applicare che sugli eventuali benefici o danni che ne derivano. Se da una parte ci sono i sostenitori che quasi ne acclamano le proprietà benefiche, dall’altra emergono gli esperti che hanno pareri contrastanti. A tal proposito, un recente studio britannico ha stabilito che esiste un forte divario fra la e-cig e la bionda (sigaretta tradizionale) considerando la prima meno tossica, quasi al 95%, rispetto alla seconda. Il beneficio dipende da vari fattori e certamente la mancanza di combustione del tabacco e quindi l’assenza degli 83 prodotti cancerogeni insieme alla mancanza di sostanze irritanti, sono tutti elementi che danno un valore aggiunto alla e-cig. La Gran Bretagna infatti, dall’agosto del 2018, ha iniziato una campagna pro sigaretta elettronica, incentivando le vendite con detassazioni per i consumatori e permettendo un uso di essa anche in luoghi pubblici.

Confermato che la sigaretta elettronica rimane una valida alternativa a sigarette, sigari e tabacchi, risultando meno dannosa, di contro non possiamo di certo affermare che è totalmente innocua. Sicuramente può essere una soluzione per il fumatore di tabacco che vuole ridurre la presenza di nicotina nel proprio organismo. Il vaper in effetti, ha la possibilità di utilizzare i liquidi per e-cig con presenza o assenza di nicotina e di stabilirne la percentuale a suo piacimento o esigenza. Per tutto questo, a volte l’e-cig è utilizzata come percorso terapeutico per smettere di fumare. Tuttavia non sempre i risultati sono stati raggiunti, proprio perché l’approccio avviene quasi sempre in maniera autonoma e da autodidatta, non dietro il consiglio di un esperto. Oggi purtroppo il 75% dei fumatori sono infatti consumatori duali, cioè fumano sia e-cig che bionda e solo il 14% ha dichiarato di aver smesso di fumare.

In conclusione possiamo assolutamente affermare che per i fumatori l’uso della sigaretta elettronica può essere meno innocuo e può provocare meno danni rispetto al tabacco, mentre per un non fumatore è una potenziale fonte di non salubrità. Pertanto è un dispositivo che per precauzione è vietato ai giovani e sconsigliato alle donne in gravidanza.

 

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