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L’ osteoporosi e la cannabis: il CBD può essere una terapia?

osteoporosi e cannabis, L’ osteoporosi e la cannabis: il CBD può essere una terapia?

Oggi la malattia delle ossa, l’osteoporosi, può essere contenuta grazie ad un composto non psicoattivo presente nella cannabis, il cannabidiolo. Secondo uno studio dell’Institute of Medical Sciences di Aberdeen, in Scozia, il CBD aiuterebbe a mantenere le ossa più sane e più forti.

L’osso è una parte anatomica formata da una matrice dura composta da macronutrienti di calcio, fosfato e magnesio. La particolare composizione conferisce alla massa ossea quelle caratteristiche di durezza e flessibilità allo stesso tempo. Per prevenire l’osteoporosi, erroneamente si crede che, mangiando solo cibi più ricchi di minerali, le ossa possano guarire. Purtroppo non è così semplice.

La formazione ossea non dipende soltanto dalla disponibilità di calcio, fosfato e magnesio ma è anche legata al suo riassorbimento. A tal ragione possiamo dire che la matrice ossea è controllata da due tipi di cellule: gli osteoblasti e gli osteoclasti. I primi sono responsabili della formazione ossea, i secondi sono invece i globuli bianchi modificati, artefici del riassorbimento del tessuto osseo. L’osso si considera sano quando gli osteoblasti e gli osteoclasti si mantengono in equilibrio fra di loro. Se gli osteoclasti sono troppi ed iperattivi, tendono questi a riassorbire più matrici prodotti dagli osteoblasti. Il tessuto osseo quindi si deteriora, diventa meno consistente e si va incontro a possibili fratture delle ossa. Tale patologia viene chiamata osteoporosi. Oggi è possibile curare l’osteoporosi anche con la cannabis.

 

Il sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide è composto da una serie di recettori che sono attivati da lipidi endogeni e da certi composti estratti dalla pianta di cannabis. Tali recettori sono coinvolti in una serie di processi fisiologici importanti per il nostro organismo come il controllo del dolore, dell’umore e dell’appetito.

Recenti studi hanno comprovato che il sistema endocannabinoide influisce fortemente sul nostro metabolismo osseo. Gli studiosi dell’Institute of Medical Sciences di Aberdeen hanno capito che il CBD contenuto nella cannabis si lega bene a un particolare recettore dei cannabinoidi sulle cellule osteoclastiche che ricordiamo la cui funzione è quella di ridurre il tessuto osseo.

Una ricerca successiva effettuata dall’Università di Tel Aviv e pubblicata nel Journal of Bone and Mineral Research, ha comprovato inoltre che il CBD può rendere le ossa ancora più forti dopo una rottura e può migliorare lo sviluppo della matrice collagena. Un esperimento effettuato sui ratti con fratture femorali e sotto somministrazione di CBD, ha dimostrato infatti un’accelerazione nel processo di guarigione delle fratture in sole otto settimane. I ricercatori di Tel Aviv hanno così scoperto che l’uso del CBD stimola la formazione ossea e, una volta guarite, le ossa sono meno predisposte ad ulteriori fratture.

Sembra che si stia aprendo una nuova via verso farmaci a base di cannabis, capaci di combattere patologie come l’osteoporosi o altre malattie degenerative delle ossa. Chiaramente c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto sull’uso terapeutico di questa affasciante pianta.

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