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I principali cannabinoidi della Cannabis: THC, CBD e TERPENI

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Il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) ed il CBD (cannabidiolo) sono due principi attivi degli oltre 100 cannabinoidi presenti nella cannabis. Sono delle molecole capaci di interagire con gli endocannabinoidi prodotti dal nostro sistema nervoso e generano effetti così svariati da suscitare interessi diversi di applicazione, dalla medicina alla cosmesi.

Il THC è una molecola psicoattiva che può creare euforia e piacere, capacità di concentrazione ed apportare sollievo al dolore.  Crea uno stato di iperattività producendo il cosiddetto “high”. Gli effetti del THC, nel momento in cui interagisce con il nostro cervello possono durare diverse ore ma questo sicuramente varia da individuo a individuo e soprattutto dipende dalla percentuale di THC presente nella cannabis. Ricordiamo sempre che il valore contemplato dalla legge è al di sotto dello 0.2% di contenuto di THC con un massimo dello 0.6% (legge 242/2016). Non dimentichiamo però che esistono anche degli effetti collaterali da non sottovalutare come, stati d’ansia e paranoie che per fortuna possono essere contrastati da un altro importante cannabinoide come il Cannabidiolo.

Il CBD in effetti, non è una molecola psicoattiva, anzi, contrasta tale proprietà nel THC ed è per questo che trova molte applicazioni anche in medicina. Numerosi studi internazionali hanno validato che il CBD è un antiossidante, riduce i tremori e gli spasmi muscolari contrastando così gli effetti di ansia e di panico prodotti dal THC. Altri benefici del CBD sono inoltre la riduzione degli stati di infiammazione ed i livelli del diabete. Può essere utilizzato per alleviare stati di artrite reumatoide o patologie cardiovascolari.  Da un punto di vista giuridico, se il THC è soggetto a certe restrizioni per i suoi particolari effetti, il CBD è totalmente legale perché innocuo e privo di controindicazioni. I derivati dei cannabinoidi si vendono in tutto il mondo ed i coltivatori, per motivi puramente commerciali, stanno prestando molto più attenzione alla qualità della pianta di cannabis, concentrandosi più sul contenuto di CBD che di THC. Oggi si trovano sul mercato sotto varie forme, dalle caramelle, agli olii, creme e liquidi per sigarette elettroniche. L’olio di CBD ad esempio ha un’alta concentrazione di anti ossidanti e viene utilizzato come metodo naturale per contrastare l’invecchiamento delle cellule.

, I principali cannabinoidi della Cannabis: THC, CBD e TERPENI

Altri cannabinoidi, non meno importanti del THC e del CBD, di cui vale la pena parlare sono i cosiddetti Terpeni.  Una pianta di Cannabis ci colpisce, oltre per la sua foglia particolare anche per gli odori che emana. Ebbene, il compito dei Terpeni è proprio quello di conferire alla nostra pianta una profumazione diversa. I Terpeni sono presenti prevalentemente nella Cannabis femminile che non è stata impollinata, e la sua quantità dipende sia dalla genetica della pianta che dalla sua coltivazione. Fanno parte della famiglia dei Terpeni la Canfora, il Mentolo, il Limonene, il Mircene e tanti altri. Il Limonene ad esempio è un idrocarburo incolore che ha il profumo delle arance e dei limoni, mentre il Mircene è un olio essenziale dall’odore gradevole, tipico della Cannabis Indica e spesso viene utilizzato nella produzione dei profumi, e la sua permeabilità cellulosa, facilita l’assorbimento dei cannabinoidi.  

 

Effetto Entourage

Fino a non molti anni fa gli studiosi ponevano la loro attenzione sulle proprietà dei singoli cannabinoidi presenti nella Cannabis.  Da studi più recenti invece, si è capito che il valore della Cannabis è dettato dalla miscela ed interazione di questi composti. La combinazione dei terpeni e delle altre molecole con il nostro sistema endocannabinoide produce infatti tutta una serie di effetti sinergici da creare, secondo sempre gli esperti, un “Effetto Entourage”. E’ stato accurato che tale combinazione può migliorare l’azione degli stessi THC e CBD. Questi cannabinoidi infatti, apportano un maggiore beneficio se agiscono insieme piuttosto che separatamente, migliorano le proprie azioni e riducono gli effetti collaterali.

Le prime tracce di studi scientifici li troviamo già a partire dal 1964, ma studi più accreditati ci riportano al 2011 e precisamente allo studioso Ethan B. Russo, il quale affermava che dall’incontro selettivo tra certi terpeni e cannabinoidi, si poteva arrivare a dimostrazioni più scientifiche sull’uso di questi principi attivi per alleviare disturbi come ansia, demenza o depressione. La strada è ancora lunga e lo studio dell’effetto entourage è ancora agli albori, ma grandi passi avanti sono stati fatti, grazie anche al diverso approccio che abbiamo verso questa pianta cosi versatile e ricca di proprietà ancora da scoprire.

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Siamo due professionisti e vorremmo condividere con voi la nostra conoscenza su questa meravigliosa pianta, la "Cannabis" e sul mondo dello "Svapo". Precisiamo inoltre che tutti gli articoli del nostro blog sono redatti attingendo informazioni da fonti autorevoli ed affidabili.

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