Cannabis Legale - News

Gli effetti della Cannabis Sativa e della Cannabis Indica

cannabis light

Affrontato l’aspetto morfologico della pianta di Cannabis, oggi è tempo di conoscere ed apprezzare gli effetti diversi che derivano. Le nostre  valutazioni rispetteranno rispettando sempre la differenza che contraddistingue la Cannabis Sativa da quella Indica.

Nessun metodo scientifico ha stabilito gli effetti prodotti da queste due varietà ma il tutto è dettato da un’osservazione della realtà.  Il nostro vuole essere un mero tentativo di distinzione, non per nulla esaustivo, delle azioni e reazioni delle due cannabis. Gli effetti infatti variano, non solo dal tipo di pianta, ma anche da individuo a individuo. Dipende dalla predisposizione di ciascuno di noi verso un componente piuttosto che un altro.

Se nulla di scientifico è stato accertato, sicuramente una prima distinzione di questi due tipi di Cannabis si è riscontrata nel lontano 1785. Il biologo francese Jean-Baptiste Lamarck insieme al suo precursore Carl Linnaeus coniò il termine di Cannabis Indica per distinguere la già conosciuta Cannabis Sativa Europea. La loro è stata un’osservazione prettamente di carattere geografico e comportamentale degli abitanti che ne fecero uso. In particolare Lamarck notò che le piante di Marijuana della zona Ovest dell’India, producevano effetti rilassanti e soporiferi. Tali piante, usate nella medicina orientale già in tempi antichi, provocavano effetti diversi da quelli tradizionali di euforia ed esaltazione della Cannabis Sativa Europea.

 

Effetto notturno e effetto diurno

Negli anni, dalle osservazioni dirette e dalle teorie elaborate, si è dedotto che la Indica colpisce la parte motoria dell’individuo. Ha creato  così effetti sedativi e rilassanti, il cosiddetto “effetto notturno” o “effetto divano”. La Sativa invece sprona la mente, stimola la veglia, la creatività e l’iperattività, più adatta quindi ad un “uso diurno”.  Le caratteristiche di queste due piante ed i relativi effetti, hanno spinto la medicina a sfruttarne le proprietà per alleviare alcune patologie.

L’alta a presenza del THC nella Cannabis Sativa, è utilizzata per ridurre gli effetti d’ansia, per migliorare la depressione e l’umore in generale. Di solito invece le piante di Indica hanno un alto contenuto di CBD e vengono impiegate per il rilassamento muscolare.  Contrastano la nausea, aumentano l’appetito e la percezione del piacere, inducono infine al sonno.

Al di là degli aspetti terapeutici, ciò che ci affascina di più è questa distinzione tra effetto diurno ed effetto notturno, tra high e stoned. Questi ultimi due termini inglesi rappresentano in pieno i due stati indotti rispettivamente dalla Sativa e dalla Indica.

 

Perchè parliamo di High e di Stone

Per high, si intende una condizione di iperattività celebrale, di sensazioni stimolanti sia fisiche che mentali. Uno sprigionamento di adrenalina che spinge il corpo a svolgere attività fisiche e la mente a sviluppare pensieri positivi e creativi.

Con il termine stoned, tipico della Indica, si interpreta invece uno stato di pesantezza, inerzia e sonnolenza, il cosiddetto effetto divano. Si ha una sensazione rilassante e avvolgente, una sorta di fusione del corpo. Si entra così in uno stato letargico quasi di blocco e tutto va a rilento.

C’è poi un’ultima condizione chiamata buzzed, ma questa è una breve fase di passaggio poco prima dell’effetto high.  Per buzzed si intende quando si entra in uno stato inebriante, e di presa di coscienza di alterazione della propria condizione. Si inizia a ridere e ad essere euforici.

 

 

Lo scambio tra High e Stone

Per quanto abbiamo provato a distinguere le reazioni provocate dalla Sativa o dalla Indica, non vuol dire che questi momenti siano isolati tra di loro. Si è dimostrato che si può passare tranquillamente da uno stato ad un altro, da buzzed, a high ed infine a stoned. Ciò dipende dalla sensibilità di ciascun individuo, come anche dalla natura genetica della stessa pianta. Questa infatti, per quanto pura possa essere, non sempre rispecchia le sue caratteristiche. Non sempre, la Sativa determina un effetto high celebrale, o una Indica un effetto stoned corporeo.

Come già evidenziato all’inizio di quest’articolo non siamo di fronte a comprovate cause scientifiche ma gli effetti dipendono sempre dalla combinazione di più fattori. Un elemento ad esempio da non sottovalutare è il tempo di raccolta della stessa Cannabis. Se una Sativa è raccolta in ritardo, gli effetti che si ottengono non sono più high ma stoned. Ciò accade quando i tricomi assumano sfumature di colore marrone-ambra.

Oggi non ci si accontenta più di conoscere un effetto piuttosto che un altro. Si rimane infatti sempre più affascinati dalle diverse combinazioni di reazioni che la Cannabis provoca. Oggi molti coltivatori non vogliono più coltivare la pianta allo stato puro ma preferiscono sperimentare varietà combinate tra di loro.

Nascono così degli Ibridi di infiorescenze di canapa davvero interessanti.

About CanapaSmoking

Siamo due professionisti e vorremmo condividere con voi la nostra conoscenza su questa meravigliosa pianta, la "Cannabis" e sul mondo dello "Svapo". Precisiamo inoltre che tutti gli articoli del nostro blog sono redatti attingendo informazioni da fonti autorevoli ed affidabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *