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Ganja Yoga: una pratica meditativa

ganja yoga l'uso della cannabis nello yoga

Oggi, nell’era del digitale e delle tecnologie più sofisticate, viviamo in una società dinamica e veloce ma vulnerabile allo stress e all’elaborazione di pensieri positivi. Un ottimo antidoto a tutto questo è il ganja yoga, lo yoga accompagnato dall’uso di cannabis legale. La meditazione aiuta a liberare la mente da ansie e depressioni e se unito alla marijuana legale ne intensifica gli effetti.

La meditazione ha pratiche antichissime. I primi riscontri si trovano oltre 3000 anni fa quando apparvero le prime tracce nella valle dell’Indo. Ne furono testimonianza alcune statuette ritrovate in quelle zone poste in posizione yogiche. Ma si deve attendere un’epoca più tarda per ritrovare i primi testi scritti risalenti alla letteratura vedica prima, e alla letteratura Sutra e Tantra dopo. Da queste forme letterarie si sono diffusi i primi concetti yogici fino ai tempi più moderni in cui la pratica della meditazione diventa benessere del corpo e dell’anima, un vero e proprio stile di vita.

 

Stili di Yoga

Lo yoga non è mera meditazione ma nasce come una disciplina. Si ramifica in diversi stili, a seconda di quale beneficio si voglia assicurare al nostro organismo. Ogni pratica è diversa da un’altra. Alcune sono più statiche, altre sono più dinamiche, altre ancora sono meditative o posturali. Si passa quindi dallo Yoga Ashtanga che è la ricerca graduale della consapevolezza di sé attraverso 8 livelli di pratica (astinenza, controllo del respiro, posture, ecc.), allo Yoga Kundalini che rappresenta il risveglio dell’energia psicofisica del corpo, fino allo Yoga Hatha che serve invece a migliore l’elasticità del nostro corpo.

La meditazione aiuta la mente ad allontanare i pensieri negativi e ad essere più concentrati. E’ una disciplina tanto antica quanto moderna, se il fine rimane la consapevolezza di sé ed il raggiungimento di uno stato di beatitudine. Una meta importante per ogni praticante è il raggiungimento di una pace interiore e la ricerca di una felicità più duratura. La voglia di sperimentare quindi e di superare i propri limiti diventa un percorso naturale e legittimo da intraprendere. Molti praticanti infatti si sono accorti che l’uso della cannabis, durante le sedute, tende ad alleviare la mente ed a creare uno stato di benessere più intenso e prolungato.

 

Yoga e Cannabis

Ecco l’incontro tra lo yoga e la marijuana. Se ci soffermiamo un attimo sugli effetti della cannabis ci rendiamo subito conto che esistono delle similitudini tra la pratica della meditazione e quella della cannabis. Entrambe hanno un grande rispetto della natura e seguono una stessa filosofia di vita. Entrambe credono in un’etica fondata sulla mente e sul corpo. La marijuana aiuta ad aprire il pensiero, a raggiungere una consapevolezza interiore e conduce il nostro stato meditativo a livelli più alti. Se lo yoga è meditazione, l’uso della cannabis è solo un valore aggiunto, grazie ai suoi effetti rilassanti ed antidepressivi. Nasce così ciò che oggi si chiama Ganja Yoga o cannabis yoga: fumare erba legale poco prima di praticare la meditazione.

La prima donna nell’era moderna che ha eseguito il ganja yoga è stata Dee Dussault, un’ insegnante di yoga e praticante da più di vent’anni. Dee Dussault ne parla ampiamente nel suo libro “Ganja Yoga” pubblicato nel 2017 in cui sottolinea gli effetti ed i benefici di questa unione.  E’ una pratica usata nel Nord America da oltre 10 anni nonostante i vari tabù, mentre si è diffusa in Europa solo di recente.

La prima nazione che ha creduto in questo binomio tra cannabis e yoga è stato il Regno Unito. Londra, la capitale delle nuove tendenze ha dato il via alle lezioni di ganja yoga. Qualche minuto prima della meditazione i praticanti ricevono un cerotto impregnato di CBD da applicare sul braccio. Man mano che il cannabinolo fa il suo effetto, il praticante si rilassa ed acquisisce una maggiore flessibilità nei movimenti. Per questa pratica è opportuno usare marijuana legale in quanto si ha un basso contenuto di THC (effetto psicotropo o sballo) ed una più alta concentrazione di CBD che invece produce rilassamento e migliora la concentrazione. Il processo meditativo di conseguenza diventa più piacevole ed intenso. La mente si libera da ogni flusso di pensiero, si concentra solo sulla respirazione e tutto improvvisamente sembra divenire più chiaro.

Ci sorge spontaneo chiarire ora come questo senso di beatitudine e di euforia si diffonde nel nostro corpo. La risposta è nella cosiddetta “molecola della felicità” o più tecnicamente conosciuta come l’endocannabinoide Anandamide che il nostro organismo produce naturalmente.  Si tratta di un acido grasso neurotrasmettitore che interagisce, come i cannabinoidi della Cannabis (THC e CBD) con i recettori CB1 e CB2 del nostro organismo.

Tali recettori hanno effetti sulla memoria, sull’appetito, sullo stato d’ansia e sulla motivazione. Sia l’anandamide che i cannabinoidi THC e CBD, creano momenti di esaltazione, benessere ed euforia. La differenza è che i fragili endocannabinoidi che l’organismo produce al bisogno, vengono rapidamente metabolizzate e scomposte da enzimi. L’effetto che rilascia è quindi labile e meno duraturo. I cannabinoidi al contrario si metabolizzano più lentamente e permangono più a lungo. L’uso della cannabis quindi, durante una seduta di yoga, intensifica i risultati e produce un benessere trascendentale. 

Oggi usare marijuana light durante la meditazione è diventata una pratica possibile e non solo negli Stati Uniti o nel Regno Unito. Sicuramente sentiremo parlare di un Ganja Yoga anche in Italia.

Per il momento buona pratica a tutti!

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